Inserito da: leopoldo Herbst | 7 gennaio 2010

Kabbalah – la scienza occulta.

Sebbene le sue origini siano radicate nell’antichità più profonda, dal tempo dell’antica Babilonia, la scienza della Kabbalah è rimasta nascosta all’umanità dal momento in cui apparve più di quattromila anni fa.

Proprio questo occultamento ha convalidato l’immortale fascino della Kabbalah. Celebri scienziati e filosofi di molti paesi, come Newton, Leibniz e Pico della Mirandola, hanno indagato e cercato di capire la scienza della Kabbalah. Comunque, oggigiorno solo pochi sanno cosa sia realmente la Kabbalah.

La scienza della Kabbalah non parla del nostro mondo e quindi la sua essenza sfugge alle persone. È impossibile comprendere l’invisibile, l’impercettibile e ciò che non è stato sperimentato. Per migliaia di anni, all’umanità fu offerta un’ampia varietà di cose sotto il nome della “Kabbalah”: incantesimi, maledizioni e anche miracoli, tutto ad eccezione della stessa scienza della Kabbalah. Per oltre quattro mila anni, la comune comprensione della scienza della Kabbalah è stata alterata con idee sbagliate ed errate interpretazioni. Quindi, innanzi tutto, la scienza della Kabbalah ha bisogno di essere chiarita. Il Kabbalista Yehuda Ashlag definisce la Kabbalah nel suo articolo L’Essenza della Saggezza della Kabbalah nel seguente modo:

«Questa saggezza non è né più né meno che una sequenza di radici che discende nel modo di causa ed effetto attraverso delle leggi determinate e assolute che si congiungono e tendono ad un solo obiettivo molto elevato che viene descritto come la rivelazione della Divinità alle Sue creature in questo mondo».

Le definizioni scientifiche possono essere complicate e ingombranti. Proviamo a esaminare cosa è stato detto qui.

Esiste la Forza Superiore o il Creatore, le forze che governano discendono da questa Forza Superiore nel nostro mondo. Non sappiamo quante forze ci sono, ma questo è davvero privo d’ importanza. Noi viviamo qui nel nostro mondo e siamo creati da una forza superiore che chiamiamo “il Creatore”. Abbiamo familiarità con diverse forze nel nostro mondo, come la gravità, l’elettromagnetismo e la forza del pensiero, comunque, ci sono delle forze di un Ordine Superiore che agiscono restandoci occultate.

Noi chiamiamo la Suprema, Comprensiva Forza – “il Creatore”. Il Creatore è l’insieme di tutte le forze del mondo e insieme il livello più alto nell’ ordinamento delle forze che governano.

Questa Forza Superiore ha dato origine ai Mondi Superiori. Ci sono in totale cinque mondi, più il così detto Machsom, una barriera che separa i Mondi Superiori dal nostro mondo. Dalla Forza Superiore – il Creatore, conosciuto anche come “il Mondo dell’Infinito” (Ein Sof)– le forze discendono attraverso tutti i mondi, dando origine al nostro mondo e agli esseri umani.

La scienza della Kabbalah non studia il nostro mondo e gli esseri umani che vivono in esso come fanno le scienze tradizionali. La Kabbalah indaga tutto ciò che esiste al di là del Machsom.

Il Kabbalista Yehuda Ashlag dice che: «Questa saggezza non è né più né meno che una sequenza di radici che discende nel modo di causa ed effetto attraverso delle leggi determinate ed assolute…» Non c’è niente oltre alle forze che discendono dall’alto in conformità a leggi ben precise. Inoltre, queste leggi, come scrive Ashlag, sono fisse, assolute e onnipresenti. In definitiva, esse sono tutte dirette in modo tale che una persona possa rivelare la Suprema Forza della natura mentre è nel nostro mondo.

Fino a che una persona non rivela completamente questa Forza, fino a che non conosce tutti i mondi che deve ascendere, obbedendo alle stesse leggi come le forze discendenti, e fino a che non raggiunge il Mondo dell’Infinito, quella persona non lascerà questo mondo. Cosa significa “non lascerà”? Questa persona continuerà a rinascere nel nostro mondo, evolvendosi da una vita all’altra fino a raggiungere lo stato in cui si manifesta il desiderio di conseguire la Forza Superiore.

Origine: http://www.kabbalah.info/it/La_Kabbalah/kabbalah.htm

Fonte: Leonardo Paolo Lovari – Subitoverde

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Inserito da: leopoldo Herbst | 3 gennaio 2010

La Desertificazione

La desertificazione è il fenomeno di degradazione del suolo provocato da numerosi fattori, quali variazioni climatiche e attività umane.

Essa ha spesso origine dallo sfruttamento intensivo della popolazione che si stabilisce in un territorio per coltivarlo o per necessità industriali di utilizzo per il pascolo.

La comunità internazionale ha da molto riconosciuto la desertificazione quali uno dei maggiori problemi economici, ambientali e sociali nei vari paesi del mondo.

Questo fenomeno infatti riduce vistosamente la fertilità dei suoli e, di conseguenza, la capacità di un ecosistema di produrre servizi.

Il concetto di desertificazione si è progressivamente evoluto nel corso degli anni nel tentativo di definire una teoria che, seppur caratterizzato da cause locali, sta sempre più assumendo le caratteristiche di un problema globale.

Le cause che maggiormente aiutano al processo di desertificazione sono molte e comprendono, oltre alle attività di deforestazione, sovrapascolo, cattive pratiche di irrigazione e, più genericamente pratiche di uso del suolo non sostenibili, anche alcuni complessi meccanismi relativi al commercio internazionale.

La desertificazione è presente particolarmente nelle zone dell’Africa confinanti col Sahara e i deserti in Arabia e della zona mediorientale.

Altre zone in rischio di desertificazione sono la parte occidentale dell’America del Nord e quella del Sud.

Ultimamente anche il deserto australiano è in notevole espansione.

Nel nostro paese le zone con maggior rischio sono Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna e alcune parti della Basilicata.

I processi di desertificazione sono estremamente diffusi nel mondo tanto che ogni anno circa 6 milioni di ettari hanno un processo irreversibile di desertificazione, le aree a rischio sono state valutate attorno al 35% dell’intera superficie essenziale per poter svolgere determinate attività.

Oliver Mongelluzzo- Subito Verde

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Inserito da: leopoldo Herbst | 2 gennaio 2010

Bere con il vento, dai mulini acqua potabile.


ECO-ENERGIA: BERE CON IL VENTO, DAI MULINI ACQUA POTABILE

(ANSA) – ROMA, 1 DIC – In molti Paesi in via di sviluppo avere acqua potabile sicura e’ un lusso. La dissalazione dell’acqua di mare e’ un modo comune per ottenere acqua dolce, ma gia’ i mulini a vento di desalinizzazione sono costosi e lontani dal basso consumo energetico visto che, nella maggior parte dei casi, il mulino a vento produce energia elettrica che viene immagazzinata in batterie. Alcuni ricercatori dell’Universita’ di Delft in Olanda hanno sviluppato un mulino a vento che non richiede elettricita’ o combustibile ed e’ piu’ efficiente dell’energia. Un metodo comunemente utilizzato per la desalinizzazione dell’acqua di mare e’ l’osmosi inversa. Pompe ad alta pressione spingono l’acqua di mare attraverso un cilindro costituito da una serie di membrane polimeriche porose e l’acqua esce desalinizzata. In Paesi come Israele, per esempio, l’osmosi inversa viene utilizzata da anni per ottenere acqua potabile. Le pompe, tuttavia, di solito sono alimentate da energia elettrica o combustibile e richiedono un sacco di energia. Questo e’ il motivo per cui i ricercatori della Delft hanno sviluppato l’idea di un mulino a vento che utilizza il processo di osmosi inversa per trasformare l’acqua salata in acqua dolce senza elettricita’ particolarmente costosa e difficile da reperire nei luoghi piu’ poveri del mondo. Il generatore eolico e’, infatti, adatto per le piccole comunita’ nelle zone costiere che non hanno accesso all’acqua dolce. Il mulino a vento puo’ produrre dai 5 a 10 metri cubi di acqua dolce al giorno, sufficienti per fornire acqua potabile a 500 persone. Il suo costo si aggira intorno ai 35.000 euro per un costo giornaliero tra 1 e 1,5 euro per un migliaio di litri. Un serbatoio di acqua si assicura la fornitura di acqua potabile e permette all’acqua di essere conservata per 5 giorni in situazioni di siccita’ estrema o se non c’e’ abbastanza vento per un paio di giorni. Un primo impianto del progetto, gia’ in commercio, e’ stato realizzato sull’isola di Curacao nelle Antille olandesi. Una soluzione possibile per i Paesi in emergenza idrica che si affacciano sugli oceani. E un argine al problema del secolo. Anche se la superficie terrestre e’ coperta per il 71% di acqua, infatti, l’ acqua dolce disponibile e’ solo lo 0,3%. (ANSA). Y72-GU

Fonti:http://www.ansa.it/ecoenergia/notizie/rubriche/eolico/20091201180134990484.html

Inserito da: leopoldo Herbst | 31 dicembre 2009

Il Surriscaldamento del Pianeta

Fonte: Oliver Mongelluzzo

Il surriscaldamento del pianeta è un fenomeno di innalzamento della temperatura del pianeta, in particolare dell’atmosfera terrestre e delle acque degli oceani. Una buona parte dell’aumento della temperatura è dovuto a cause naturali come l’effetto serra, mentre un’altra è riconducibile alle attività umane quale l’utilizzo dei combustibili fossili o dell’allevamento e dell’agricoltura intensiva.

L’IPCC (Intergovernmental Panelon on Climate Change) ha reso noto nel 2005 che la temperatura del pianeta Terra è aumentata di  0,74 ± 0,18 °C durante gli ultimi 100 anni e la maggior colpa di ciò è attribuita all’incremento osservato dalle concentrazioni di gas serra antropogenici. Un aumento di pochi decimi di grado nella temperatura atmosferica e superficiale è in grado di attuare effetti devastanti sulla Terra.

Alcune previsioni dell’IPCC rivelano che la temperatura terrestre potrebbe aumentare durante i prossimi decenni di altri °C tra 1,4 e 5,8. Può sembrare un lieve cambiamento, ma potrebbe non esserlo affatto, dato che i potenziali rischi ambientali sociali ed economici sono molto pericolosi.

Uno di questi è indubbiamente il ritiro dei ghiacciai, lo scoglimento delle calotte polari ed il conseguente aumento del livello dei mari tra i 2 e i 6 metri.

Il secondo rischio è quello del rallentamento della corrente nord-atlantica, che normalmente fa sì che New York abbia un clima diverso da Napoli o da Lisbona che si trovano alla medesima latitudine.

Un altro rischio è sicuramente l’estinzione di specie vegetali ed animali.                                                        Uno studio prevede che se ne estingueranno da 18& a 35% nei prossimi 40 anni.                                           Il riscaldamento globale però potrebbe avere anche le conseguenza di portare malattie come la malaria e la dengue, i raccolti agricoli dell’Africa Subsahariana peggiorerebbero moltissimo a causa di questa temperatura. L’innalzamento della temperatura quindi è un fenomeno che peggiorerebbe drasticamente lo stile e le condizioni di vita dell’uomo e degli esseri umani in generale, potremmo prevenirlo o almeno provarci evitando l’inquinamento dell’atmosfera, delle acque e del suolo, riciclare i rifiuti e le materie prime, utilizzando energie rinnovabili tipo quella solare o quella eolica, proteggendo l’ecosistema con un consumo ecosostenibile o sostenendo le politiche ambientali adottate dalle istituzioni.

oliv.monge@gmail.com

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Inserito da: leopoldo Herbst | 23 dicembre 2009

La Pranopratica, la Madre delle tecniche energetiche

La Pranopratica o tecnica energetica, termini usati per descrivere l’antica pratica della Pranoterapia,  ( Pra – unità fondamentale e na – energia ) è utilizzata per riportare l’equilibrio energetico su svariate patologie, con l’imposizione delle mani o meglio il tocco.. Madre di tutte le altre tecniche energetiche, la ritroviamo anche nelle antiche pratiche Egizie ed Essene come rimedio immediato e spontaneo. Una tecnica d’associare e fondamentale è la “Via del respiro” dove il terapeuta concentra e dirigere l’energia con la respirazione controllata.

La Pranoprtica è una pratica:

  • Non lesiva
  • Non invasiva
  • Integrativa

Si può utilizzare come prevenzione, riabilitazione e per ristabilire l’omeostasi. I risultati ottenuti variano secondo i pazienti e i terapeuti considerando sempre le possibili ricadute, i miglioramenti momentanei, la scarsa, o nulla efficacia della terapia in quella patologia e/o paziente

Ricordando sempre :

  • non sostituisce qualsiasi terapia medico chirurgico in corso
  • non svolge prestazioni medico chirurgiche né devono o vogliono essere tali
  • non promette guarigioni ma agisce solo con le sue mani e umiltà
  • non permette che il soggetto debba spogliarsi e ne essere manipolato

Nulla di questo articolo può essere interpretato come un tentativo di offrire o rendere un’opinione medica o in altro modo coinvolta nella pratica della medicina o della psicologia.

Leopoldo Herbst – Subito Verde

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Inserito da: leopoldo Herbst | 21 dicembre 2009

Prodotti senza glutine? Ottimi anche per chi non è intollerante

La celiachia, intolleranza alimentare ormai diffusamente conosciuta, non è da considerare una malattia, ma un regime alimentare sano, che permette, grazie ai prodotti senza glutine, di migliorare lo stile di vita dell’individuo, limitando la probabilità dell’insorgenza di tumori e stabilizzando la massa ossea.

Le ultime stime, effettuate a fine dello scorso anno, evidenziano che ben un italiano su cento è intollerante al glutine e quindi è sempre più importante diffondere informazioni utili non solo ai celiaci, ma anche e soprattutto alle famiglie che condividono la celiachia per far capire che il mangiare prodotti senza glutine non è un dovere, bensì un piacere.

Ogni anno vengono spesi ben 150 milioni di euro per l’acquisto di prodotti senza glutine e in commercio (compresi sia il circuito farmaceutico che quello della grande distribuzione) si possono ormai trovare moltissime tipologie di prodotti gluten-free, che non hanno nulla da invidiare per sapore e per confezione a quelli a base di farina. Inoltre, in natura esistono già materie prime prive di glutine (riso, mais, frutta, verdura, latte, carne, uova, formaggi, zuccheri e varie bevande), che soddisfano i desideri culinari dei celiaci e garantiscono l’equilibrio nutrizionale corretto dell’individuo.

Ma, questo regime alimentare può essere seguito anche dalle persone non intolleranti al glutine? La risposta è positiva, ma sicuramente questo stile nutrizionale non può essere considerato al pari di una dieta dimagrante. Infatti, se da una parte i prodotti senza glutine sono più facilmente digeribili (basti pensare che una pasta di grano duro viene digerita in due ore mentre quella senza glutine in meno di un’ora) dall’altra apportano le stesse calorie degli alimenti contenenti glutine. Quindi, chi pensa di poter calare di peso solo assumendo gli alimenti per celiaci si sbaglia. Alla fine, la regole per mantenere un corretto peso forma rimangono sempre le stesse: non eccedere con il cibo, fare sport e mantenere un corretto stile di vita nel tempo.

Fonte : http://www.articolista.com/salute-e-benessere/prodotti-senza-glutine-ottimi-anche-per-chi-non-e-intollerante.html

Leopoldo Herbst – Subito Verde

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Inserito da: leopoldo Herbst | 20 dicembre 2009

La canfora, un antico rimedio

Canfora

Nome botanico: Cinnamomum camphora

Famiglia: Lauraceae                                                                                                                                                                                                        Origini:Asia                                                                                                                                                                                                            Parti usate: Legno 

La cinnamomum camphora, albero sempreverde che raggiunge l’altezza di circa 30/40 m, dalle foglie lanceolate, fiori a perianzio di due verticilli caduco; androceo di quattro verticilli; gineceo monocarpellare; e dal frutto a drupa. Si trova in Asia orientale. In Italia è presente solo se coltivato nell’area mediterranea.   L’olio essenziale viene ottenuta mediante distillazione in corrente di vapore del legno ridotto a schegge e raffinato,  si ottiene un liquido giallo paglierino con odore acre caratteristico della canfora, poco solubili in acqua ma molto in alcool, cloroformio, etere. L’olio essenziale di Canfora risulta efficace per le acne, la pelle grassa e impura, per dolori reumatici, strappi muscolari e le malattie dell’apparato respiratorio in genere e per tenere lontano tarme e insetti. Se ne consiglia l’impiego nel bagno tonico mattutino, per una sferzata di energia.

Proprietà della Canfora: Balsamiche, antisettiche, disinfiammanti, stimolante, espettoranti, sudorifero, antipruriginose, vasocostrittore,  strappi muscolari e per tenere lontano tarme e insetti.

Consigli pratici:

  • Per la pelle grassa: a 50 ml di crema idratante aggiungere 6 o 7 gocce di olio essenziale di Canfora. Usare questa crema la sera prima di coricarsi ed il mattino, dopo la pulizia quotidiana.
  • Per malattie dell’apparato re­spiratorio: preparare una miscela con 100 ml di olio di Mandorle dolci e 12 gocce di olio essenziale di Canfora. Usare questo olio composto per massaggiare il petto 1-3 volte al giorno. Coprire la parte con un panno caldo. Fare poi suffumigi con 10 gocce di olio essenziale di Canfora aggiunte a una bacinella di acqua bollente. Coprirsi il capo e inspirare, per circa 10 minuti, interrompendo per un paio di volte.
  • Per acne e foruncolosi:
  • Aggiungere a 200 ml di acqua distillata 8 gocce di olio essenziale di Canfora. Mescolate e imbevete delle compresse di  garza stenie che metterete  sulle zone affette da acne o da foruncolosi che cambierete non appena si saranno riscaldate. Continuate per al meno un quarto d’ora e ripetete l’operazione, due volte al giorno, per almeno 10-15 giorni.
  • Per l’alito cattivo: mettere 4 gocce di olio essenziale in mezzo bicchiere di acqua. Fare risciacqui alla bocca 2-3  volte al giorno.
  • Per la cefalea: in 100 ml di acqua fredda mettere 3 gocce di olio essenziale. Immergere una pezzuola e metterla sulla fronte. Stendersi a occhi chiusi per 15 minuti circa.
  • Per tenere lontano le tarme:
  • Versare su un batuffolo di cotone 4-5 gocce di olio essenziale di Canfora e mettetelo negli armadio e nei cassetti. Cambiatelo di tanto in tanto.
  • Antidolorifico:
  • In 100 ml di olio di Mandorle dolci mettete 15 gocce di olio essenziale di Canfora. Usate questo olio per massaggiare la zona dolorante, due o tre volte al giorno, facendolo assorbire completamente.

Curiosità:

Un tempo si pensava che calmasse i desideri sessuali, per cui i monaci, per meglio osservare il voto di castità, ne portavano un sacchettino appeso al collo.

Nulla di questo articolo può essere interpretato come un tentativo di offrire o rendere un’opinione medica o in altro modo coinvolta nella pratica della medicina o della psicologia.

Leopoldo Herbst – Subito Verde

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Inserito da: leopoldo Herbst | 13 dicembre 2009

Paracelsio, Il principe dei medici

Paracelso, in realtà il suo nome era Philihpp Theophrast Bombast Von Hohenheim,che lui cambia in Philippus Aureolus Paracelsus Theophrastus Bombastus,figlio di un Medico, nasce nel 1493 a Einsiedeln nel cantone Svizzero di Schwyz. Il nome Paracelsus  probabilmente è riferito al grande medico Romano Aulo Cornelio Celso, considerato il padre della medicina antica, persona molto nota anche per la sua cultura generale. L’appellativo scelto dallo scienziato stava ad indicare, Parà dal greco vicino, che lui si sentiva sullo stesso piano di Celso.

Di lui si sa ben poco, dal momento che la sua figura ha dato luogo a numerose leggende. E’ noto che abbia viaggiato a lungo per l’Europa e che abbia studiato sia a Basile che a Ferrara. In torno al 1520, Paracelso si trasferisce nel Tirolo, dove incontra il banchiere tedesco Sigismund Fugger esperto alchimista, con cui ha  l’opportunità di studiare le caratteristiche dei minerali, delle miniere e le malattie dei minatori, Qui ha la possibilità di approfondire i suoi studi alchemici e offre il suo contributo alla medicina. Nel 1526 riesce a guarire la gamba malata, ritenuta inguaribile dalla medicina ufficiale, di un famoso libraio, Johann Froben, basandosi su quella che lui chiama “medicina spagirica” . Il principio di questo genere di medicina è fondato sulla separazione tra causa primaria e causa secondaria della malattia. A Paracelsio non interessano principalmente i sintomi quanto piuttosto la persona nelle sue interazioni con il mondo esterno. Grazie a questa guarigione inizia la sua carriera di insegnante presso la facoltà di Medicina a Basilea. Secondo la leggenda, avrebbe bruciato i trattati di Avicebba e di Galeno, procurandosi l’allontanamento dall’Università. Lo scienziato rifiuta l’approccio dogmatico allo studio e alla pratica Medica ed è convinto che si debba derivare le cose dalla Natura con conoscenza propria e non con l’autorità. L’alchimia, la scienza di trasformazione, porterà, grazie a lui, delle novità nel campo della Medicina, che a suo parere, comprende tutte  le tecniche chimiche o biochimiche. Infatti nel XVI secolo sostiene che:

« come infatti attraverso uno specchio ci si può osservare con cura punto per punto, lo stesso modo il medico deve conoscere l’uomo con precisione, ricavando la propria scienza dallo specchio dei tre elementi e rappresentandosi il microcosmo nella sua interezza [...] l’uomo è dunque un’immagine in uno specchio, un riflesso dei quattro elementi e la scomparsa dei quattro elementi comporta la scomparsa dell’uomo. Ora, il riflesso di ciò che è esterno si fissa nello specchio e permette l’esistenza dell’immagine interiore: la filosofia quindi non è che scienza e sapere totale circa le cose che conferiscono allo specchio la sua luce. Come in uno specchio nessuno può conoscere la propria natura e penetrare ciò che egli è (poiché egli è nello specchio nient’altro che una morta immagine), così l’uomo non è nulla in sé stesso e non contiene in sé nient’altro che ciò che gli deriva dalla conoscenza esteriore e di cui egli è l’immagine nello specchio. »

Lui vede il corpo umano come un sistema chimico dove i principi Alchemici, Zolfo e Mercurio, svolgono un ruolo centrale; a questi aggiunge anche il Sale. Con questa filosofia, rigetta il principio secondo il quale la salute della persona dipende dall’equilibrio dei quattro umori fondamentali, sostenendo  invece la teoria che la causa della malattia è da ricercare nello squilibrio dei tre Alchemici sopra enunciati. Premesso quanto sopra, per Paracelso l’omeostasi può essere ristabilita attraverso medicinali di provenienza minerale, e da qui la sua importanza nel campo farmacologico, e non più di natura organica. La filosofia adottata a sostegno dei suoi pareri, la malattia è specifica in quanto ogni cosa appartiene alla nature è un ente autonomo […],appaiono alla scienza moderna decisamente inammissibili.  Ma grazie alla Medicina di Paracelso, mescolata tra alchimia, astrologia,teologia e filosofia, ha sviluppato un programma di ricerca sulle nozioni del corpo umano inteso come  sistema chimico.

“Non c’è medicina senza alchimia, non c’è medicina senza astrologia, non c’è medicina senza magia]“. Egli afferma: “Sulla Terra c’è ogni tipo di medicina ma non coloro che sanno applicarla

Molti nomi noti come Goethe, Gundolf, Mayer, Steiner, Jung e tanti altri, sono stati influenzati dalla sua filosofia. Muore a Salisburgo il 24 settembre del 1541. Ricordiamo due delle sue opere:

Undici trattati sull’origini della malattia, le cause e la cura delle singole malattie1520;

la grande chirurgia 1528

Leopoldo  Herbst Subito – verde

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Inserito da: leopoldo Herbst | 10 dicembre 2009

Gli oli essenziali “Un antico sistema di curarsi”

“ Ogni malato ha il suo medico dentro di sé. La cosa migliore che possiamo fare è di dare a questo medico l’opportunità di agire”

( Dott. Schweitzer Albert )

Fin dagli albori l’aromaterapia affonda le sue radici nella civiltà, un antico sistema di cura che utilizza gli aromi, o meglio, gli oli essenziali, ottenuti esclusivamente da parti vegetali, come rimedio naturale per mantenere alto il benessere psicofisico e in tutte le sfere di cui è composto l’uomo.

  • Fisico
  • Mentale
  • Emotivo
  • Spirituale

Le proprietà fondamentali che deve avere un essenza per essere utilizzata in aromaterapia e ottenere il massimo  sono: l’estrazione che deve essere rigorosa e tale da non alterare le proprietà dell’olio; purezza, non deve essere mescolato assolutamente con altre sostanze; l’integrità.  Poi esistono altre caratteristiche che ci indicano la purezza dell’essenza rispetto ad una alterata, per esempio l’etichetta dove ci deve essere sempre indicata la provenienza, la specie botanica.

Il termine oli può indurre in errore, in realtà sono sostanze liquide dalla composizioni più complesse.  Il termine essenziale traduce di più la loro natura, l’anima della pianta, la parte più intima, sottile ed eteria, sostanza concentrata, dall’intenso profumo, volatile e infiammabile.

In Natura la pianta usa il suo olio essenziale per attirare gli insetti e difendersi da quelli dannosi, da parassiti, malattie e condizioni ambientali sfavorevoli.

Si ottengono per spremitura a freddo e per distillazione in corrente di vapore, tenendo sempre presente, che per ottenere una buona distillazione e per non rovinare gli oli bisogna seguire minuziosamente alcune regole:

Il periodo, tenere sempre presente il periodo balsamico della pianta, che cambia in base al luogo alla coltivazione e dal clima

I tempi, osservare con molta attenzione i tempi di distillazione e le temperature

La spremitura a freddo, si usa per estrarre l’essenza dalle bucce degli agrumi tramite una pressa meccanica, la miscela ottenuta viene posta in centrifuga cosi da separare l’acqua dall’olio.

Distillazione in corrente di vapore, oggi è il metodo più usato per le erbe, si pone la pianta selezionata all’interno dell’alambicco su di una rete, sotto la quale abbiamo messo dell’acqua a bollire, il tutto chiuso ermeticamente. Il vapore acqueo intrinseco di profumo, passando attraverso una serpentina refrigerata si condensa e torna allo stato liquido, raccolto in un recipiente viene separata l’acqua, chiamata idrolito o acqua aromatica più pesante, da una parte minore che galleggia, chiamato olio essenziale.

Gli oli essenziali agiscono sull’organismo con:

L’olfatto, intervenendo sulla psiche , umore e funzioni autonome, a volte anche a nostra insaputa.                   

Apparato digerente, usati come aromi nelle pietanze e condimenti, assunti per via orale seguendo le prescrizioni di un Medico Naturopatico

Sciacqui orali Apparato respiratorio, attraverso diffusori per ambiente, inalazioni ( suffumigi ) tramite aerosol o inalazioni a secco.

Pelle, aggiunti a creme, unguenti per massaggi, argilla, ricotta e Sali da bagno, pediluvi,semicupi

Controindicazioni

L’uso degli oli e sconsigliato nei seguenti casi:

Gravidanza  e allattamento, nei bambini al disotto dei 16 anni, in casi di epilessia, piccolo male, convulsioni.

Non usare oli fotosensibili prima di esporsi al sole, non usare i seguenti oli in caso di trattamenti Omeopatici: menta, canfora, camomilla e tutti quelli che presentano odori intensi

Nella prossima uscita: Gli oli essenziali uno per uno con le loro proprietà, consigli, ricette,indicazioni, dosaggi e assunzioni

Leopoldo Herbst – subito verde

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Inserito da: leopoldo Herbst | 7 dicembre 2009

Abete Bianco ” L’albero della Natività

Abete Bianco

Nome botanico: Abies Alba

Famiglia delle: Pinaceae

Parti usata: Gemme                                                                                                                                                                                        

Raccolta : Primavera

Origini: Zone Montane medio alte

Descrizione della pianta: L’abete bianco è un albero sempreverde e monoico, cioè presenta sulla stessa pianta fiori maschili e femminili distinti e separati. Vive ad altitudini comprese fra 400 e 1900 metri e risulta essere un albero molto longevo: può raggiungere, infatti, i seicento anni d’età. L’abete bianco è una specie sciafila (che può vivere, cioè, in zone d’ombra); allo stato di giovane, tale abete può restare sotto copertura anche per trent’anni, con conseguente malformazione del fusto, mentre allo stato adulto ha la necessità di vegetare in piena luce. L’abete bianco ama l’umidità, terreni freschi e profondi, tipici delle zone ombreggiate e molto piovose.

Proprietà terapeutiche: balsamiche ed espettoranti, utili in tutte le patologie dell’apparato respiratorio.  Le gemme, che vengono raccolte in primavera, contengono un olio ed un glucoside, detto piceina, che le rende balsamiche, con proprietà sfiammanti, antireumatiche e diuretiche. Il decotto di gemme unito è molto utile per trattare problemi alle vie respiratorie per l’attività antisettica ed espettorante. Tale olio viene anche usato per aromatizzare prodotti da bagno e per massaggi tonificanti. Le foglie, ricche di provitamina A, anticamente venivano utilizzate per curare malattie agli occhi. Dal legno e dalle foglie si ricava l’essenza di trementina, utilizzata in medicina e in veterinaria per strappi e contusioni grazie alle sue proprietà antisettiche e antireumatiche.
Infine, anche la corteccia dell’abete bianco contiene una resina, da cui si ricava la così detta “Trementina di Strasburgo” o “di Alsazia”, utilizzata soprattutto per le vernici.

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Uso interno: suffumigi con pezzetti di corteccia e con gemme giovani. In una bacinella di acqua bollente mettere una manciata di pezzetti di corteccia resinosa e piccole gemme giovani triturate; asciugamano sulla testa e respirare profondamente. Si possono unire anche foglie di eucalipto, menta, timo e fiori di lavanda. Le sostanze volatili aromatiche che si libereranno, decongestioneranno naso e bronchi.
Utili anche i gemmoderivati: dalle 10 alle 20 gocce in poca acqua prima di colazione e cena.

Uso cosmetico: Con poche gocce applicate esternamente con olio caldo è un buon              rimedio contro i tappi di cerume.  Grazie al suo effetto purificante consigliamo l’uso dell’olio essenziale di abete bianco negli ambienti in presenza di fumo e di aria stagnante, oltre che nei locali in cui soggiornino delle persone malate.

Viene usato anche come componente di fragranza per deodoranti da ambiente, bagnoschiuma e saponi.

E’ sconsigliato l’uso in gravidanza, in allattamento e hai bambini al disotto dei 16 anni

Leopoldo Herbst – Subito Verde

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